Cibi disgustosi #2: il MOCHI

Mochi, letteratura e tradizione

174719_121275137944162_2934164_nQualche tempo fa mi è capitato di leggere “Io sono un gatto”, di un certo Soseki: un meraviglioso libro spaccamaroni persino per una patita di gatti e Giappone come me.

È comunque riuscito a farmi ridere, quando ad un certo punto l’ignaro protagonista rischia di soffocare. Non sono crudele (ok forse un pochino sì, ma giuro che li amo davvero i gatti!): il fatto è che il tentato omicidio -che poi è l’unico punto saliente nella vita di questo gatto vittimista- avviene per opera di un mio acerrimo nemico…il mochi!!

Kagami_mochi_by_tamakisono

A dispetto della sua natura palesemente incommestibile, il mochi è molto radicato nella cultura giapponese, tanto che la torta di capodanno si chiama proprio Kagami Mochi, ed è composta da due dischi di mochi sovrastati da un daidai, un agrume molto aspro, talvolta sostituito con un mandarino.

(In effetti composto viene fuori: “dai dai kagami mochi” che suona piú come una sfida che come  pietanza da fine pasto…)

Preparazione

mochi preparazione

Tanto insipido quanto molliccio, questo “dolce” “squisitamente” tradizionale si prepara spiaccicando e reimpastando riso fino a fargli assumere la forma di una pallina. Se poi il “gusto” non fosse abbastanza, lo si può friggere o “arricchire” in vari modi. Come potrete capire dalla quantità di virgolette, io i mochi non li digerisco proprio. E oltre a non digerirli riscontro non poche difficoltà anche nelle fasi precedenti, dalla masticazione alla deglutizione.

Caratteristiche del Mochi

Odore: non pervenuto

Sapore: non pervenuto. (Se sono fritti sanno di fritto. Se sono ripieni di qualcosa sanno di quel qualcosa. Se sono ricoperti di qualcos’altro sanno di quel qualcos’altro.)

Consistenza: quella di una caramella mou mezza sciolta, o di una big babol dopo 2-3 ore che la mastichi.

Aspetto: i giapponesi, da bravi maestri del kawaii come sono, non si fanno remore a infiocchettare e abbellire all’estremo anche questi potenziali assassini; il che li rende sì una trappola per turisti, ma anche il regalo perfetto per qualcuno che detestate. Se noi lo avessimo scoperto prima magari non li avremmo riportati ai nostri genitori, ecco.

mochi 1

è statisticamente dimostrato che ogni anno, in Giappone, la quantità di morti per mochi supera persino quella dei suicidi.

Chiudiamo con un ultimo avviso: non fidatevi dei dango, sono mochi travestiti da spiedino!

1278px-Hanami_dango_by_gochie-_in_Seiryu-cho,_Kyoto

4 pensieri su “Cibi disgustosi #2: il MOCHI

  1. Nooooooo!! Il mochi no!!!! E’ buonissimo!!!!! Io adoro i dango… 😛
    Bello bello il vostro blog!! :-)

    • NOOOOO ma che dici??? Sei la prima che la pensa così, tutti quelli a cui abbiamo cercato di rifilarli si innamoravano della confezione ma poi si ammutolivano quando li mettevano in bocca! Grazie comunque! ^^

      • Boh a me piace, piu’ che altro visto che la pastella di riso non ha gusto, mi piacciono i gusti che gli danno (specie quello al te’ verde e quello ai fagioli rossi). Ma a me piacciono anche le caramelle mou… :-)

        • ah-AH! Allora ammetti che non ha sapore!! 😀 ahahhahahha
          Scherzo, ovviamente tutti i gusti sono gusti, speriamo solo di aver fornito qualche utile informazione a quelli che ancora non li hanno mai provati e potrebbero rischiare la vita strozzandocisi (anche perchè qualche mese fa li ho trovati addirittura nel ristorante di sushi tutto a volontà sotto le torri di Bologna…)!!

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